Dalle finestre di Viavai, incorniciato da ogni angolazione, emerge il “nostro” mulino. La prima domanda che mi fate tutti affacciandovi è: che cos’è quella costruzione laggiù? Così ho pensato di farvela vedere ancor prima di arrivare qui, per spiegarvi che è vero, non è bella, ma ha un storia antica e che prima ancora di essere un luogo di lavoro è la memoria di una famiglia. Oggi l’amico Andrea con figlio e nipote  continuano a scriverla questa storia. E credetemi, entrare e poter salire con la piccola scala polverosa di farina bianca, fra il rumore dei macchinari e i vapori dei setacci, è un’esperienza unica. Andrea è di una gentilezza di altri tempi, proprio come il lavoro che ha imparato a fare. E quando racconta di come funzionano le macchine e di quale complessa fragilità è fatto il processo di raffinazione, si resta incantati.

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