La nostra casa è stata fortemente voluta e amata

è vissuta con colore, gioia ed allegria da me, mio marito Alberto e dalle tre “V”, le nostre bambine.

Viavai è incastonato nel centro storico di Casalborgone, fra il castello, due chiese ed una manciata di case che costituiscono il “Leu”, antico borgo medioevale ancora perfettamente conservato che negli ultimi decenni è tornato a popolarsi dopo anni di abbandono. E’ un palazzo di campagna, aperto nel 2007 dopo un’intensa opera di restauro che ha cercato di mantenere le connotazioni originarie con qualche tocco moderno. La facciata principale, ingresso degli ospiti, è intonacata e si affaccia su un piccolo e delizioso giardino, il resto dell’edificio è in mattoni a vista e ricorda la struttura del castello adiacente.
Il giardino è a disposizione degli ospiti con la quiete e l’ombra delle sue palme, per leggere un libro sorseggiando un buon the freddo nelle stagioni calde. La nostra casa è stata fortemente voluta e amata è vissuta con colore ed allegria da me, mio marito Alberto e dalle tre “V”, le nostre bambine. Nonostante il nostro “rumore”, trascorretete il vostro tempo in una oasi di pace, per riscoprire i suoni antichi della natura e la poesia del silenzio..

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Chi Siamo

Alberto è nato qui, di questo posto conosce tutto. La bellezza della vita da bambino, la libertà per le strade di paese, la polvere nelle scarpe, le ginocchia sbucciate, le biciclette scassate e le discese in bob d’inverno, giù dalla collina. Conosce la sfrontatezza della festa di leva, il foulard attorno al collo, tirar tardi di notte cantando nella piazza dove qualcuno grida “basta che è tardi” in stretto dialetto. Conosce i sentieri, le strade sterrate. Conosce la gente di qui, e sa come prenderla, come adattarsi alla vita di piccolo paese. Da qui non si è voluto mai staccare, pur essendo oggi più tacito spettatore che attivo protagonista di quella stessa vita diventata adulta.
Io a Casalborgone ci sono arrivata per amore, perché questo era il posto dove vivere. Punto. Non conosco ancora i sentieri, non ho ancora imparato ad adattarmi alla vita di paese che spesso mi stringe come un paio di pantaloni taglia 38. Ma mi piace anche vivere quel quotidiano che lui ha abbandonato. Mi piace fare due battute dai miei macellai, scherzare con le amiche mamme, collaborare alle iniziative e, quando posso, esserne anche motore. Mi piace fare colazione alle 6.30 la mattina per vedermi l’alba, uscire a piedi sul viale alberato e sapere che fino a che non dovremo affrontare un pericolo, quel pericolo qui non c’è.
E poi ci sono loro. Le tre. Immensa gioia, infinito amore. Viola la maggiore, saggia e sensibile, esile e nervosa, generosa e protettiva. Virginia la seconda, rossa focosa, incendiaria giustiziera, logica risolutrice di ogni nodo. Sicura, forte ma di una immensa dolcezza. Vittoria arriva per ultima, con il suo sorriso disarmante, l’allegria contagiosa, gli occhi di velluto. Zingara e libera, scalza sulla sua bicicletta rosa.
E poi in coda o meglio con coda, c’è Ettorino, il bassotto assatanato. Scelto in seguito ad una mia necessità di avere di nuovo un cane nelle mie giornate ma optando sulla piccola taglia per non creare problemi ai miei ospiti. Errore. Gravissimo errore. Ettore è l’anti accoglienza pelosa. Mi dispiace. Ormai è un Vai anche lui.

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B&B Viavai

per un viaggio alla scoperta dei profumi e dei sapori del nostro territorio ..